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IL CARNEVALE AVOLESE
(tratto da "Avola Festaiola" di Gaetano Gubernale a cura di Sebastiano Burgaretta)


L'origine della Festa ha radici antichissime, presumibilmente, risale al medioevo.
Le tradizioni carnevalesche durano da molti anni; le persone anziane ricordano la partecipazione popolare in maschera per le strade cittadine e il viavai di gruppi mascherati: massari, micheli, ruffiani, ballerini ecc.

Molto vivo il ricordo dei canti carnascialeschi: Storii ri Cannaluari.
Diffusissima era la tradizione di trascorrere le serate lungo tutto il mese in cui cadeva il Carnevale recitando indovinelli: Nivinagghi.

Dal secondo dopoguerra alla fine degli anni cinquanta fu tradizione di costruire in una delle piazze dei casotti per quello che veniva chiamato "Festival". Si costruiva in legno un padiglione a forma quadrilatero aperto in uno dei lati, il perimetro interno era suddiviso in piccoli casotti presi in affitto da privati per tenervi una specie di pesca. La regola del gioco era la seguente, per una determinata somma di denaro si giocava e da un sacchetto retto in mano dal gestore del casotto il giocatore estraeva, simili a quelli del gioco della tombola. Se la somma dei tre numeri non superava la cifra di novanta vinceva il premio corrispondente alla somma puntata, se superava i novanta il giocatore perdeva.

Successivamente i festeggiamenti carnevaleschi decaddero a tal punto che, sul finire degli anni cinquanta, per qualche anno il Comune non fece preparare neanche il pupazzo simbolo del Carnevale.
Solo nel 1961 fu ripresa la tradizione, questa volta su basi nuove e con intento prettamente turistico. Da allora si susseguono i festeggiamenti del "Carnevale Avolese".

Il programma, in genere, prevede quattro giorni di festa. Nel pomeriggio del Sabato grasso, comincia a girare per le vie cittadine il pupazzo, detto Re Carnevale, al suono della Banda musicale.
La Domenica pomeriggio dal Viale Lido si inizia una grandiosa sfilata di carri allegorici ed infiorati, gruppi mascherati e talvolta carretti siciliani. La sera si suona in piazza e la gente passeggia fra coriandoli e stelle filanti.
Il Lunedì è quasi interamente dedicato alla recita dei canti carnascialeschi (poesie dialettali), la tradizione è stata ripresa con la conservazione del termine dialettale di "Storii".
La giornata del Martedì è dedicata alle prove finali della gara di poesie dialettali e alla sfilata simile a quella della domenica chiusa dal una classifica con premi in denaro e la cremazione del Re Carnevale.

Il piatto tipico del Carnevale è quello dei "maccarruna ccà ricotta e u sucu" (maccheroni  conditi con ricotta e salsa di pomodoro) .
  


 
 
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