Foto e Storia - PRO LOCO - AVOLA

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Foto e Storia

Feste ed eventi > Beato Antonio Etiope

A S. Santità Papa Francesco Roma
Unione Europea rue du Marteau Bruxelles
Al Ministero degli Interni Roma
All’Assessore al turismo dott. Barbagallo Pa
A S. Ecc.za Mons. Staglianò Vescovo Noto
Al signor Prefetto di Siracusa
Al Signor Sindaco di Avola
TV Rai Stampa.

Oggetto: Vandalismi blasfemi ripetuti.

Il 14 Marzo 2012, l’Associazione Pro Loco di Avola, unitamente alla parrocchia di S. Venera della città e all’Associazione Avola Antica, dopo anni di sensibilizzazione della popolazione per raccogliere la somma necessaria ( circa 10.000,00 ), riuscì ad erigere, benedetta sul posto da S.E. il Vescovo della diocesi di Noto mons. A. Staglianò, una statua alta cm. 170 (vedi foto) al Beato Antonio Etiope, uno schiavo di colore portato in Sicilia e vissuto come schiavo per circa 40 anni tra Avola e Noto negli anni 1400 e 1500, facendosi amare in vita per la misericordia da Lui praticata verso i poveri ed i bisognosi tanto che nel 1611 S.S. il Papa Innocenzo XI ritenne opportuno elevarlo a rango di Beato. L’idea della statua, oltre che simbolo dell’uomo, nacque anche per la forza dell’accoglienza e dell’amore che la Pro Loco ed i cittadini di Avola nutrono e dimostrano verso quella disperata massa di gente che oggi fugge dalla miseria e dalle guerre per approdare sulle costa sicule. Alle spalle della statua, sita sulla S. P. n. 4 Avola – Avola Antica, Km 5, di fronte al luogo ove sorgeva la chiesa di S. Venera fino al terremoto del 1693, venne collocata una croce alta circa quattro metri illuminata a Led , tramite un impianto fotovoltaico, per la gloria di Antonio e per rendere visibile la notte il luogo alle numerose navi che fendono il mare al largo di Avola. Poco dopo l’elevazione, e in più occasioni, la statua, ad opera di ignoti, è stata più volte martellata e la croce che il Beato stringe nella mano sinistra, in segno di fratellanza, trafugata e fatta a pezzi. Con buona volontà e partecipazione volontaria alle spese, il tutto è stato sempre ripristinato a dovere. Mai e poi mai avremmo immaginato lo scempio sacrilego al quale, a pochissimi anni dall’innalzamento, la statua e la grande Croce, sarebbero stati sottoposti. Con estremo dolore, infatti, l’1 Giugno c.a., la Croce è stata, da ignoti vandali sacrileghi, in pieno giorno, è stata abbattuta e gettata nel terreno e la piccola Croce strappata dalla mano del Beato e bruciata sul posto. Lo sdegno e l’afflizione ci hanno assalito non sapendoci spiegare, in alcun modo, atti simili in una città diffusamente di fede religiosa e pacifica. Neanche il tempo per assimilare l’inspiegabile accaduto e programmare gli interventi di restauro che, due giorni dopo, il 3 Giugno, dalle ore 15,30 alle ore 16,00, come da testimonianze, i soliti ignoti squilibrati sono tornati e hanno prima abbattuta e poi fracassata a colpi di martello la statua del Beato, sradicato la lapide che era sul piedistallo, buttandola sulla terra in mezzo all’erba. Tra l’altro, noi della Pro Loco, con la partecipazione del popolo, che molto teniamo non tanto al simbolo quanto alla persona che esso ricorda e per la quale, oltre alle cure ricorrenti e ai fiori freschi, abbiamo programmato e praticato, il 14 Marzo di ogni anno, ( data della morte ) accompagnati dal parroco, un cammino votivo dalla chiesa di S. Venera alla statua per onorare il Beato e farlo meglio conoscere dalle gente, ci siamo fortemente indignati per lo scempio della statua e della Grande Croce e demoralizzati perché non vogliamo interrompere il nostro affetto verso Antonio e la solidarietà verso i migranti a dimostrazione della necessità di una pacifica convivenza nel segno della Croce a cui abbiamo attribuito il significato di speranza e accoglienza, ma non sappiamo dove trovare i fondi necessari ( circa 10.000 Euro ) per ripristinare il tutto per devozione ma anche per dimostrare agli sciacalli che la fede vince sempre sugli imbecilli. Questa nostra lettera a S. Santità e alle Autorità civili e religiose in indirizzo, vuole essere un compassionevole appello affinchè, ciascuno per carico che ritiene opportuno, ci venga incontro nel creare le condizioni economiche necessarie per rifare tutto quanto è stato distrutto.
Avola 14/6/16 prot.n. 27

Per il Direttivo della Pro Loco il Presidente Peppino Corsico

N.B. : Per la distruzione delle opere è stata fatta regolare denuncia contro ignoti al locale Commissariato di Polizia.
Saremo grati molto agli Organi di stampa e le TV inorfomate vorranno dare ampia diffusione all’accaduto per sensibilizzare la gente e fare

foto di Lorenzo Caldarella
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